Nei giorni scorsi ho avuto modo di leggere un dispaccio diramato da Trenitalia
https://www.lacnews24.it/attualit/trenitalia-summer-experience-2024-le-novita-per-la-calabria_190324/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0zqr-1vrjZkogKgKpf0nZ_FIasUcFAv6Y8su9RNlLgO06nCAHzIADhD9Y_aem_AWxiKL3ofuW8lYHfB9Z5XMaExQVeAdweJVN54rw54iS_w-OrVO5YIRmh_ZxnRAwpGq_6ZT123R5XHe3yvvFOouDQ#Echobox=1716215271
Nella nota in questione, l’azienda promozionava l’offerta trasportistica relativa alla prossima stagione estiva.
Con sommo stupore, ho appreso della istituzione di un treno denominato “Magna Graecia Line”. Tale vettore, al fine di incentivare i flussi turistici durante il periodo estivo, congiungerà la stazione di Taranto con quella di Sibari.
Beh, non vi nego che, mentre leggevo la nota, ho pensato di aver preso un abbaglio nel credere che la Magna Graecia fosse qualcosa di più del semplicistico concetto d’ambito compreso tra Taranto, Metaponto e Sibari. Ho sempre considerato (e non credo di aver sbagliato) la Magna Graecia una realtà geostorica che abbracciasse buona parte dell’odierna Italia meridionale e che surclassasse, e di molto, il riduttivo tracciato: Taranto-Sibari. Tuttavia, le mie convinzioni, evidentemente, non collimano con quelle di Trenitalia o più semplicemente con quelle della regione Calabria. E cito la nostra Regione non già per partigianeria; chi mi conosce e mi legge, sa per certo che la richiamata “patologia” non mi ha mai, neppure lontanamente, colpito. Piuttosto, il treno in questione è stato istituito con un incentivo economico fornito dalla sola regione Basilicata. La citata Regione, infatti, nella sua porzione territoriale di sud-est non dispone di una stazione di testa. Pertanto, il nodo ferroviario a cui deve, necessariamente, fare riferimento è il terminal calabrese di Sibari.
La Calabria, al contrario, invece di intervenire per sovvenzione l’estensione della corsa tra Sibari e Crotone, vero nucleo originario del più genuino concetto di Magna Graecia, è rimasta a braccia conserte.
Neanche l’ombra di un’idea del genere…….
Neppure il pensiero…….
Come se a sud di Sibari ci fossero moderne Colonne d’Ercole ed il Mondo conosciuto finisse. Eppure, abbiamo assistito a proclami che hanno promosso l’introduzione sulla linea jonica di treni ibridi blues. Convogli, quest’ultimi, che si adattano al transito trimodale tanto sui binari elettrificati questo su quelli non elettrificati o in fase di elettrificazione. In fin dei dei conti, se ci pensate, non potendo attestare il freccia rossa TA-MI a Sibari (il tratto di linea ferrata elettrificata compresa tra Metaponto e Sibari non è stato ancora elevato a rango C), si poteva istituire un servizio Blues che da Crotone arrivasse a Taranto in corrispondenza della partenza del Freccia.
La descritta operazione avrebbe fornito un embrione di emancipazione ad un ambito (l’Arco jonico Calabrese) che, ormai, disconosce finanche il significato della parola emancipazione. Ma, forse, per un territorio che ancora annaspa a comprendere in quale direzione dover andare, quanto servito da Trenitalia con la complicità di una disattenta politica calabrese, è uno dei tanti tasselli della impalpabile considerazione riservata ad un ambito ben specifico. Vieppiù, comprova la valutazione di gente con l’anello al naso, riservata alle popolazioni del Crotoniate e della Sibaritide.